Nonostante satelliti e varie, ci sono ancora decine di posti che restano intonsi o che , al richiudersi di vecchi passaggi , si sono lasciati riconquistare da rovi e piante, e da anni non vedono ne canne ne esche.

Certi ambienti possono nascondere pesci sia di peso che dalle livree uniche, ceppi vecchi, e richiedono piccole attenzioni precedenti la pescata per renderli produttivi.

IMG_2448

L’esca deve tenere conto della nostra poca conoscenza dello spot ed essere carica, testata con cura in ambienti simili ;una scandagliata o quantomeno una serie di lanci per sondare aiuta a stabilire come e dove fare la posta, che deve essere il meno invasiva possibile e ben nascosta.

Alcune palline nel sottoriva pochi giorni prima della prova decreteranno se vengono accettate dal lago oppure no, che poi siano preda solo di carpe quasi impossibile, ma per certo nel momento in cui “spariscono” anche le carpe non avranno alcun problema ad accettarle, in quanto sono state accettate nel “sistema”.

Usare un gommone aiuta spesso, perche’ posti così dimenticati hanno alghe e ostacoli evidenti e ravvicinati,  da riva il rischio di rompere in un posto nuovo e complicato e’ sempre più alto.

I diametri che prediligo in queste occasioni si assottigliano, 14/16,asciugate molto bene ( per le pop up col tempo ho notato che una classica aglio regge il gioco dappertutto )  ; cerco sempre di montare su tre canne  situazioni diverse, classica affondante, omino bilanciato,  half and half, e posizionarle in fondale e spot adatto , in profondita’ differenti, e con una diversa esposizione alla luce….il sottoriva , la vicinanza con ostacoli e i buchi tra le alghe restano comunque le calate più produttive.

IMG_4365

Pochissime in pastura e massimo silenzio, se lo spot ha una visuale ristretta meglio una canna in meno…una costante attenzione ai segnali può fare la differenza come sempre, ma in questi posti ritengo sia davvero indispensabile.

Non dedicherei mai più di 24 ore alla stessa strategia, se l’esca e’ collaudata, e molto tracciabile, non passa più di qualche ora dalla calata alla partenza, in caso contrario ci sono parametri da rivedere sia meteo che ambientali, come una carenza di ossigenazione in acqua o la presenza di una luna troppo luminosa.

Cercherei comunque di affrontare in prima battuta questi posti dopo almeno qualche ora passata a guardare con calma, e in momenti diversi, il contesto generale e eviterei le giornate di “picco” sia  invernali che estive.

Ah…dimenticavo…occhio ad essere troppo leggeri in pesca…in media nei primi secondi carpe del genere non si fanno problemi a prendere filo….semplificate ed usate sassi , nodi e finali collaudati, e molto ma molto vicini alle canne e rapidi sul gommone.